Ricorso contro sospensione patente: quando conviene davvero

Ricevere la sospensione della patente è sempre un momento difficile, indipendentemente da quanta esperienza si ha alla guida: puoi sentirti bloccato e avere la sensazione che la situazione sia già decisa e che non ci sia più margine per difenderti. In realtà non è così.

Il ricorso contro la sospensione della patente è uno strumento previsto dalla legge e, in una serie precisa di circostanze, può davvero fare la differenza. Non si tratta, però, di una procedura automatica: se ti trovi in questa situazione, il primo passo è capire quali possibilità hai, quando ha senso farlo, quando rischia di essere inutile e quando, invece, può portare a un risultato concreto come la riduzione della sospensione o addirittura l’annullamento del provvedimento.

Chi può disporre la sospensione della patente e perché questo è importante per il ricorso

La sospensione è una sanzione accessoria temporanea che può essere disposta da tre autorità diverse. Nei casi più frequenti è il Prefetto a disporre la misura, mentre se la sospensione deriva da un reato commesso, il compito spetta all’Autorità Giudiziaria. In caso di problemi fisici, psichici o di revisione della patente, invece, può essere anche la Motorizzazione Civile a deciderla.

Non si tratta di una differenza formale: capire da dove arriva il provvedimento ti permette di individuare quale tipo di ricorso è realmente percorribile e quali sono i tempi da rispettare.

Ricorso al Prefetto e al Giudice di Pace: come funzionano davvero

La legge mette a disposizione due forme di tutela: il ricorso al Prefetto e quello al Giudice di Pace. È importante sapere, però, che non si possono utilizzare entrambi contemporaneamente e la scelta va fatta con attenzione.

  • Il ricorso al Prefetto, ad esempio, può essere presentato entro 30 giorni dalla notifica della sospensione a patto che tu non abbia già pagato la multa, anche in forma ridotta, o che non siano ancora trascorsi i 30 giorni dalla contestazione. Non puoi rivolgerti al Prefetto, poi, in caso di violazioni con rilievo penale o se è già stato presentato un ricorso al Giudice di Pace.
  • Il ricorso al Giudice di Pace contro la sospensione della patente è la strada più utilizzata, soprattutto per sospensioni dovute ad alcol, droga, eccesso di velocità grave, mancata precedenza, incidenti con lesioni o infrazioni che comportano il ritiro immediato del documento di guida. 

Le tempistiche sono le stesse: il ricorso deve essere presentato entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza di sospensione ed entro 60 giorni se si impugna il verbale prima che la Prefettura emetta l’ordinanza. A differenza del ricorso al Prefetto, rivolgersi al Giudice di Pace richiede l’assistenza di un avvocato, che si occuperà come prima cosa di provare a chiedere la sospensione cautelare del provvedimento, cioè il blocco temporaneo della sospensione, in attesa della decisione del giudice.

Un aspetto molto importante da valutare prima di intraprendere la strada del ricorso al Giudice di Pace è quello economico. Per un ricorso contro la sospensione della patente è previsto il pagamento di un Contributo Unificato di 237 euro e di una marca da bollo da 27 euro per le spese forfettarie. 

Sospensione patente, quando conviene fare ricorso

Dobbiamo dirti subito che non tutti i ricorsi contro la sospensione della patente hanno le stesse possibilità di successo. Ci sono però delle situazioni in cui contestare la sospensione non solo è possibile, ma è spesso la via più efficace per ottenere un risultato utile.

  1. Il ricorso in caso di errori procedurali nel verbale o nella notifica è più frequente di quanto si pensi: omissioni, informazioni incomplete, errori nella contestazione, ritardi nella trasmissione degli atti possono portare all’annullamento dell’intero provvedimento. 
  2. Anche in caso di sospensione basata su accertamenti dubbiosi, soprattutto nei controlli per alcol e droga, il ricorso può avere esito positivo: bisognerà però accertare che il test sia effettuato male, che gli strumenti utilizzati non fossero tarati come previsto dalla legge o che non siano state rispettate le procedure sanitarie.
  3. Potresti avere dei margini di vittoria anche in caso di durata spropositata della sospensione della patente. La legge, infatti, prevede una durata minima e una durata massima e se la Prefettura applica una sospensione al limite più alto senza motivarla correttamente, il giudice può decidere di ridurla. 

Quando il ricorso serve a poco o rischia di peggiorare la situazione

Essere realisti di fronte alla sospensione della patente, anche se arrabbiati o delusi, è fondamentale: ci sono situazioni in cui il ricorso non è conveniente. Se, ad esempio, l’infrazione commessa è gravissima ed è documentata in modo inequivocabile, o se ci sono precedenti che rendono la sospensione quasi certa o, ancora, se la sospensione deriva da un provvedimento giudiziario definitivo, ti potrebbe essere più utile concentrarti sulla gestione della sospensione e sulla procedura per riottenere la patente, anziché avviare un ricorso destinato a fallire.

Ogni sospensione della patente, però, ha una storia a sé e per questo avviare un ricorso richiede conoscenze e competenze specifiche che nella maggior parte dei casi non hai: Bravoavvocato ti orienta rapidamente verso un avvocato che può valutare il ricorso

LINK ESTERNO 1:
https://www.patente.it/normativa/articolo-205-cds?idc=469

LINK ESTERNO 2:
https://www.patente.it/normativa/articolo-203-cds?idc=466